FOBIA SPECIFICA o fobia semplice

E’ il disturbo d’ansia più comune, legato a paure fuori dall’ordinario, irrazionali, intense e persistenti nei confronti di luoghi, oggetti o situazioni circoscritte e particolari (aereo, ascensore, medici e dentisti, sangue e ferite, animali, eventi naturali, ecc.).

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DISTURBO DA ATTACCO DI PANICO (DAP)

E’ caratterizzato dall’improvviso verificarsi di un senso di paura immotivata durante il normale assolvimento delle attività quotidiane (“l’episodio è iniziato come un fulmine a cielo sereno”).

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FOBIA SOCIALE

Il fattore scatenante di questo disturbo consiste nella paura di trovarsi in una situazione pubblica, potenzialmente umiliante, in cui l’individuo si sente sottoposto al giudizio altrui (es: incontrare persone nuove, essere osservati mentre si scrive, mangia, beve, parla, telefona o si fa qualcosa, parlare ed esibirsi in pubblico, parlare con persone “importanti” e con autorità, usare un bagno pubblico, fare domande od interventi ad alta voce e davanti ad una platea, sostenere degli esami, partecipare a feste ed eventi sociali, ecc…) e teme di poter perdere il controllo su di sè.

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DISTURBO D’ANSIA GENERALIZZATA (DAG)

E’ caratterizzato da un pervasivo, costante ed ingiustificato senso di preoccupazione ed inquietudine (con insonnia, sudorazione, tachicardia, cefalea, vertigini, stato di vigilanza, difficoltà di concentrazione) per qualsiasi evento, che raggiunge una tale gravità da causare una sintomatologia che persiste per almeno sei mesi.

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DISTURBO OSSESSIVO-COMPULSIVO (DOC)

Caratteristiche essenziali del disturbo ossessivo compulsivo sono pensieri, immagini o impulsi ricorrenti (possono variare da individuo a individuo) che creano allarme o paura e che costringono la persona a mettere in atto comportamenti ripetitivi o azioni mentali. Inizialmente, le persone con questo disturbo eseguono comportamenti compulsivi e/o evitanti nello sforzo di ridurre l'ansia causata dalle loro ossessioni.

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DISTURBO POST-TRAUMATICO DA STRESS (DPTS)

Questo disturbo si verifica in seguito ad un trauma molto forte (incidenti, calamità naturali, catastrofi, abusi e violenze, aggressioni fisiche, rapimenti, guerra, terrorismo ed altre situazioni ad alto rischio) che la persona ha vissuto direttamente o a cui ha assistito e che ha implacato la morte, la minaccia di morte, gravi lesioni o una minaccia all’integrità fisica propria od altrui.

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L’obiettivo immediato dell'intervento psicologico è eliminare i sintomi non funzionali per fare in modo che il paziente riesca a vivere la propria vita con maggiore efficienza in campo sociale, lavorativo o scolastico e relazionale.

L'intervento sarà orientato alla sostituzione dei desideri disfunzionali con quelli funzionali che permettano un'adeguata soddisfazione dei bisogni fondamentali della persona.

Nella cura di tali patologie è fondamentale che il paziente riconosca che il suo sintomo lo difende dal “vero” problema che ha suscitato in lui emozioni spesso eccessivamente dolorose da poter essere riconosciute ed accettate. E’ quindi necessario che egli ricontatti i contenuti psichici inaccettabili all’interno dello spazio di sicurezza e fiducia del setting terapeutico: qui egli può tornare all’esperienza originaria, ricontattare le cause profonde del suo disagio affinché tutto il carico emotivo rimosso venga riscoperto e possa trovare adeguata espressione. La difficoltà iniziale del trattamento spesso consiste nello scontrarsi con le resistenze del paziente (scarsa compliance) che denuncia un disturbo “organico” e sembra non intuire che questo possa essere dovuto a complessi processi psicologici, oltre che alla sua resistenza a cambiare le risposte apprese da parte del suo organismo. E’ importante anche scardinare i vantaggi secondari che tali pazienti ottengono dalla loro patologia spingendoli a riassumersi la responsabilità delle loro decisioni e condotte.

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